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Privacy e sicurezza

VPN: come funziona, quando serve davvero e come scegliere

Aggiornato il 29 ottobre 2026

Una VPN (rete privata virtuale) crea un tunnel cifrato tra il tuo telefono o PC e un server del fornitore: chi sta in mezzo, dal gestore del Wi-Fi del bar al tuo operatore, vede solo traffico cifrato verso quel server, e i siti che visiti vedono l’indirizzo IP del server invece del tuo. È uno strumento utile in alcune situazioni precise e inutile in molte altre. Qui trovi cosa fa davvero, quando conviene accenderla e i criteri per scegliere un servizio senza farsi guidare dalla pubblicità.

Cosa fa una VPN (e cosa non fa)

Una VPN fa due cose: cifra il traffico tra te e il server della VPN e cambia l’indirizzo IP con cui ti presenti ai siti. Da questo derivano gli usi reali: proteggere i dati su una rete che non controlli, far sembrare che ti colleghi da un altro paese, nascondere al tuo operatore quali siti visiti.

Quello che una VPN non fa è altrettanto importante:

  • Non ti rende anonimo. Il fornitore della VPN vede il tuo traffico al posto dell’operatore: hai spostato la fiducia, non l’hai eliminata.
  • Non blocca il tracciamento delle app e dei siti su cui sei loggato: Google, Meta e gli altri ti riconoscono dall’account, non dall’IP. Per quello servono i permessi e le impostazioni, come spieghiamo nella guida su come usare Android senza rinunciare alla privacy.
  • Non è un antivirus: un file infetto scaricato attraverso la VPN resta infetto.
  • Non serve a proteggere il contenuto dei siti in HTTPS, che è già cifrato: oggi è quasi tutto il web. La VPN nasconde quali siti visiti, non quello che scrivi dentro un sito sicuro.

Quando una VPN serve davvero

  • Wi-Fi pubblici e reti altrui: hotel, aeroporti, bar, l’ufficio di un cliente. Il gestore della rete può vedere i nomi dei siti che apri e, su una rete malconfigurata, intercettare di più. Con la VPN accesa vede solo un tunnel cifrato.
  • Viaggi in paesi che bloccano servizi: in Cina, per esempio, Google, WhatsApp e molti siti occidentali non si aprono senza VPN. Il consiglio pratico è installare e provare l’app prima di partire, perché i siti dei fornitori di VPN sono spesso i primi a essere bloccati.
  • Contenuti con blocco geografico: cataloghi di streaming diversi per paese, siti che chiudono fuori dall’Italia o, al contrario, servizi italiani da vedere mentre sei all’estero. Funziona, ma non è garantito: le piattaforme bloccano gli IP delle VPN più note e aggirare i blocchi può violare i termini del servizio.
  • Torrent e P2P: l’indirizzo IP con cui condividi un file è visibile a tutti gli altri nello sciame. Con la VPN appare quello del server.
  • Nascondere il traffico all’operatore: in Italia alcuni siti vengono oscurati a livello di DNS o di IP; una VPN li raggiunge comunque. Vale anche per chi non vuole che l’operatore sappia quali siti visita.
  • Dispositivi che spiano da soli: una VPN sul router può limitare la telemetria di televisori e dispositivi smart, ma per le smart TV la soluzione vera è disattivare l’ACR, il riconoscimento automatico di quello che guardi.

Quando non serve

Se sei a casa, sulla tua rete, e usi siti in HTTPS, la VPN aggiunge poco oltre a nascondere i nomi dei siti al tuo operatore. Rallenta la connessione (poco con i protocolli moderni, ma la rallenta) e consuma batteria sul telefono. Molte paure da cui la pubblicità delle VPN promette di salvarti, come “gli hacker che rubano la tua password sul Wi-Fi”, oggi sono risolte dall’HTTPS e dall’autenticazione a due fattori. Le violazioni di dati reali, come quella che ha coinvolto Sony e il provider So-net, avvengono sui server delle aziende, dove una VPN non c’entra niente.

Lo stesso vale per le app del telefono: se un’app ha il permesso di usare la fotocamera o la posizione, lo fa con o senza VPN. Come vedere quali app usano la fotocamera e togliere i permessi conta più di qualsiasi tunnel.

Come scegliere una VPN

I servizi seri si distinguono su pochi punti verificabili.

  1. Politica no-log e verifica indipendente: il fornitore deve dichiarare di non conservare i registri di navigazione e, meglio, averlo fatto controllare da una società esterna (audit pubblicato). Senza audit è solo una promessa.
  2. Sede legale e storia: conta dove ha sede l’azienda e come si è comportata quando le autorità hanno chiesto dati. I casi pubblici in cui un fornitore non ha potuto consegnare nulla perché non aveva nulla valgono più di qualsiasi slogan.
  3. Protocolli: WireGuard (o le sue versioni interne) è lo standard attuale per velocità e sicurezza; OpenVPN resta il compromesso compatibile con tutto. Evita chi offre solo protocolli vecchi come PPTP.
  4. Kill switch: se la VPN cade, blocca il traffico invece di farlo uscire in chiaro. Essenziale per torrent e viaggi.
  5. Server in Italia e nei paesi che ti servono: per vedere i servizi italiani dall’estero serve un server italiano; per la Cina servono server vicini (Giappone, Singapore) e protocolli offuscati che resistono al blocco.
  6. Dispositivi: quanti insieme, se c’è l’app per smart TV, Fire TV e router, se esiste l’estensione per il browser.
  7. Prezzo reale: i piani biennali costano una frazione del mensile, ma controlla il prezzo del rinnovo, che spesso raddoppia. Un rimborso entro 30 giorni ti lascia il tempo di provare velocità e sblocchi.

VPN gratis: cosa aspettarsi

Far girare server in decine di paesi costa, quindi una VPN gratuita si paga in un altro modo: con la pubblicità, con i limiti di traffico o, nei casi peggiori, con i tuoi dati di navigazione venduti a terzi. Le app sconosciute con milioni di download e “VPN illimitata gratis” nel nome sono da evitare. Le eccezioni serie sono i piani gratuiti dei fornitori a pagamento, che limitano server e velocità ma non vendono i dati: vanno bene per un’emergenza o per un viaggio breve, non per l’uso quotidiano.

Le VPN più note

Tra i servizi a pagamento più diffusi in Italia ci sono ExpressVPN, NordVPN, Surfshark, Proton VPN e Mullvad. Si somigliano sulle basi (no-log, WireGuard, kill switch, app per tutto) e si distinguono su dettagli: Mullvad accetta pagamenti anonimi e non chiede email; Proton VPN ha un piano gratuito senza pubblicità; Surfshark non limita il numero di dispositivi; ExpressVPN e NordVPN puntano su velocità, sblocco dello streaming e app per TV e router. I prezzi cambiano di continuo e le promozioni durano poco: guardali sul sito del fornitore il giorno in cui compri, confrontando il costo del rinnovo e non solo quello del primo anno.

Fai da te: la VPN personale

Se quello che ti serve è raggiungere la tua rete di casa da fuori (il NAS, la stampante, la telecamera) o far uscire il traffico del telefono dalla tua connessione domestica quando sei su un Wi-Fi pubblico, non serve un abbonamento: un router o un mini PC con WireGuard fa lo stesso lavoro. La nostra guida spiega come creare una VPN personale. Non ti dà un IP estero e non ti rende anonimo, ma sulla cifratura del Wi-Fi pubblico è equivalente, e i dati restano a casa tua.

Per il resto della vita digitale la VPN è solo un pezzo: la posta passa per i server di chi la gestisce, e lì valgono i criteri della nostra guida alle email sicure a prova di hacker e governi.

In breve

Accendi la VPN su reti che non controlli, in viaggio nei paesi che bloccano i servizi e quando vuoi nascondere all’operatore quali siti visiti. Scegli un fornitore con no-log verificato, WireGuard e kill switch, e guarda il prezzo del rinnovo. A casa, su siti in HTTPS, puoi lasciarla spenta: la privacy vera la decidono i permessi delle app e gli account con cui sei loggato.