“Sony ha subito una violazione enorme: 2,58 milioni di clienti”. Il post di @theonlyposted, con il logo PlayStation in bella vista, ha fatto il giro di X (oltre 150.000 visualizzazioni al 28 ottobre) e ha spaventato parecchi giocatori. La notizia è vera, ma il PlayStation Network non c’entra: la violazione riguarda due provider internet giapponesi del gruppo Sony.
Cosa è successo davvero
Il 27 ottobre Sony Network Communications, la società che gestisce in Giappone i servizi di connessione So-net e plala, ha comunicato un accesso non autorizzato ai suoi server. I numeri del comunicato:
- 2.585.481 record di clienti esposti: 2.141.986 di So-net e 443.495 di plala, compresi ex clienti usciti dopo marzo 2026.
- Dati coinvolti: nome, telefono, email, ID utente, data di nascita, sesso e ID della connessione. Le password degli account principali non sono state sottratte.
- 16 record bancari (banca, filiale, numero di conto e intestatario, senza PIN) e nessun dato di carte di credito.
- Credenziali di 54.401 caselle email di quattro servizi: Sony ha reimpostato le password il 27 ottobre.
L’intrusione è avvenuta il 19 ottobre, è stata individuata il 23 e confermata il 24. I server colpiti sono stati spenti, le comunicazioni dell’attaccante bloccate e il caso è stato segnalato all’autorità giapponese per la protezione dei dati. Sulla causa l’indagine è ancora aperta.
Perché il post è fuorviante
Il post mette insieme il logo Sony e quello PlayStation e parla ai “gamer”, ma gli utenti PSN, italiani compresi, non sono tra i 2,58 milioni: So-net e plala vendono abbonamenti in fibra e ADSL in Giappone. L’unico legame è il gruppo, lo stesso che nel 2011 subì il famoso attacco al PlayStation Network. Il riferimento al “futuro tutto digitale” è un’opinione dell’autore, non parte della notizia.
Cosa fare se ti arrivano email a tema Sony
Dopo ogni violazione nota partono le email di phishing che la sfruttano. Se ne ricevi una “da Sony” o “da PlayStation” che chiede di verificare l’account o i dati di pagamento, non cliccare: entra nell’account dal sito ufficiale o dall’app, attiva la verifica in due passaggi e controlla che l’email dell’account sia solo tua. Valgono le stesse regole che abbiamo dato per usare Android senza sacrificare la privacy e nella nostra guida alle VPN: meno dati in giro, meno danni quando qualcuno li perde. Per lo stesso motivo conviene controllare cosa Discord manda su Google dei messaggi pubblici.
Chi aspetta solo di scaricare GTA 6 può stare tranquillo: il preload su PS5 parte il 12 novembre e questa storia non lo tocca.



