Fratture è il canale Telegram di una newsletter indipendente che racconta il carcere in Italia e le sue contraddizioni. Nella presentazione parla di una newsletter mensile, ma dai post si vede che il progetto è cresciuto: oggi c’è una rassegna settimanale del lunedì e una newsletter bisettimanale su Substack. Il tono è quello dell’informazione militante, vicina ai movimenti che si occupano di detenzione, migranti e diritti. Ha poco meno di 500 iscritti ed è pensato per chi vuole seguire questi temi da una prospettiva critica.
Di cosa parla
L’oggetto è il sistema penitenziario e quello che gli sta attorno: morti e suicidi in carcere, condizioni di vita nelle strutture, sovraffollamento e caldo estremo, i Centri di permanenza per il rimpatrio, le indagini per violenze e torture, le vicende di attivisti e persone detenute in Italia e in Europa, la sorveglianza e il riconoscimento facciale. Le uscite estive riportano per esempio un conteggio aggiornato delle persone morte in carcere dall’inizio del 2026, con la quota dei suicidi, e rimandano a rapporti di associazioni come Antigone o a processi come quello per il pestaggio di Santa Maria Capua Vetere.
Cosa pubblica
Dalla fine di settembre il canale è stato «snellito»: la raccolta di notizie vive ora solo su Substack, mentre su Telegram ogni lunedì arriva la rassegna di eventi e iniziative sul carcere e temi connessi, come presentazioni di libri, proiezioni, dibattiti e manifestazioni in varie città, da Torino a Napoli, da Roma a Trieste. Prima di questo cambio i messaggi erano elenchi di articoli commentati, con riferimenti a testate come Il Post, L’Espresso, Altreconomia, Domani e a newsletter specializzate. Il linguaggio usa una forma inclusiva con lo scevà. Ogni tanto compaiono anche manifesti e locandine su iniziative, in forma di immagini.
Ritmo e attività
Il ritmo è di circa un post a settimana, di solito il lunedì (o il giorno dopo), con qualche pausa dichiarata. Il canale è attivo: l’ultimo messaggio è del 19 ottobre 2026. Le visualizzazioni medie sono intorno a 500, con picchi oltre 1.500 per le rassegne di inizio settembre, un buon risultato per una realtà di queste dimensioni.
A chi è consigliato
- A chi si occupa di giustizia, diritti e migrazioni e vuole una rassegna ragionata.
- A chi cerca eventi e presentazioni su carcere e abolizionismo vicino a sé.
- A studenti, volontari e giornalisti che vogliono fonti e spunti.
È un punto di vista dichiaratamente schierato: chi vuole un’informazione neutra dovrà confrontarlo con altre fonti.





