Il canale ufficiale di Bufale.net su Telegram è pensato per chi vuole difendersi da bufale, virus informatici, truffe e disinformazione senza dover cercare le verifiche una per una. Ha oltre 13 mila iscritti e funziona come bacheca degli articoli e dei video pubblicati dalla redazione, con qualche avviso di servizio rivolto alla community.
Di cosa parla
Il tema centrale è il fact-checking: smontare notizie false, video rubati o generati con l’intelligenza artificiale, titoli costruiti per spaventare. Negli ultimi mesi lo sguardo è molto attento al ruolo dell’IA nella disinformazione. Tra i post più recenti c’è un’inchiesta sui video virali di una diga e di una città allagata in Nepal che non provengono dal Nepal, un pezzo sulle content farm che producono filmati artificiali per attirare commenti indignati, e uno sullo spot televisivo che mostra l’etichetta “AI” come primo caso visibile di applicazione dell’articolo 50 dell’AI Act.
Non mancano temi più quotidiani: il bollo auto e le truffe via SMS, il cuscino “giapponese” diventato virale sui social, la friggitrice ad aria e i PFAS, il sale che “non scade”, il panico mediatico sul fenomeno El Niño.
Cosa pubblica
La maggior parte dei post accompagna un link a un articolo lungo, ospitato su una newsletter Substack del progetto, a volte con video su YouTube o discussioni su LinkedIn. I testi del canale sono scritti in prima persona o con un tono diretto, con una nota ironica che si rivolge al lettore (per esempio un post che apostrofa i no vax). Sono presenti anche messaggi di servizio: il 16 ottobre 2026 la redazione ha avvisato di alcune pubblicità sospette mostrate da Telegram nel canale, spiegando che non sono inserite dagli amministratori e invitando a segnalarle senza cliccare. Si trovano anche inviti ad abbonarsi alla versione a pagamento della newsletter per sostenere le verifiche.
Ritmo e attività
Il ritmo è di circa tre-quattro post a settimana, con l’ultimo messaggio del 16 ottobre 2026. Le visualizzazioni medie sono attorno alle 2.900 per post e salgono verso le 3.500-3.800 sui temi più condivisibili, un buon rapporto rispetto al numero di iscritti. Quasi ogni messaggio contiene un link, mentre foto e video sono rari.
A chi è consigliato
- A chi riceve catene e video virali su WhatsApp e vuole capire se sono veri.
- A genitori e persone anziane che cercano spiegazioni chiare su truffe e falsi allarmi.
- A chi si interessa di intelligenza artificiale, media e alfabetizzazione digitale.
Tieni conto che molti approfondimenti completi si leggono fuori da Telegram e che alcuni sono riservati agli abbonati: il canale è il punto di partenza, l’articolo è dietro il link.





