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Privacy e sicurezza

Frigoriferi dei supermercati hackerati in 7 paesi europei

Nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 novembre qualcuno ha alzato da remoto la temperatura di frigoriferi e congelatori in decine di supermercati europei, dal Belgio alla Svezia, e la mattina dopo il cibo era da buttare. La notizia è esplosa su X: il post di @BNODesk ha superato le 840.000 visualizzazioni e i 4.700 like al 3 novembre, e la risposta più votata riassume quello che pensano tutti: “perché un frigorifero ha accesso alla rete?”. È la seconda ondata in tre settimane, dopo l’attacco che il 12 ottobre aveva colpito centinaia di negozi in Francia.

Dove e quanto

I numeri più precisi li ha raccolti Euronews, incrociando dichiarazioni delle catene e stampa locale:

  • Belgio: circa 75 punti vendita, tra cui una quarantina di Delhaize Proxy, 15 Carrefour Shop & Go (su 700, nessun ipermercato), 15 Intermarché, 5 stazioni Spar Q8, una macelleria e l’IKEA di Mons. I frigoriferi sono arrivati a 17 °C.
  • Svezia: negozi ICA e Coop, con frigoriferi e congelatori spinti fino a 50 °C. Un negozio ICA lo ha scritto su Facebook: “i nostri frigoriferi e congelatori sono stati hackerati”.
  • Irlanda: 13 supermercati SuperValu, secondo il proprietario Musgrave.
  • Paesi Bassi: almeno 17 aziende colpite, dice un portavoce di Danfoss, senza fare nomi.
  • Lussemburgo, Estonia, Finlandia: Delhaize ha sospeso gli ordini per precauzione, un punto vendita Selver e diversi supermercati del gruppo K sono stati toccati.

Il post su X parla di 70 °C e di danni per milioni: il primo dato non compare in nessuna fonte ufficiale, il secondo è una stima dei media. Euronews non dà cifre. Carrefour Belgio non ha dubbi sulla natura dell’episodio: “è un attacco informatico, non c’è altra spiegazione”. Il Centro per la cybersicurezza belga conferma solo di essere “al corrente di un incidente” e la procura federale ha aperto un’indagine. Nessun responsabile è stato indicato.

La stessa falla della Francia

I sistemi colpiti usano il software di gestione della refrigerazione di Danfoss, l’azienda danese già finita al centro dell’attacco francese di ottobre, quando circa 150 Intermarché e i negozi di Coopérative U si erano ritrovati i frigoriferi a 50 °C per sei ore, con cibo buttato e qualche incendio. Secondo Danfoss, la vulnerabilità riguarda il software non aggiornato: sono stati colpiti i clienti che non avevano installato gli aggiornamenti. Il trucco è semplice e brutale: l’attaccante forza da remoto lo sbrinamento degli evaporatori, cioè la fase in cui l’impianto si scalda per sciogliere il ghiaccio, e lo tiene acceso.

Non tutti sono convinti che basti un aggiornamento. Stephan Moelans di Sabcobel, la società che gestisce i frigoriferi di Delhaize, dice che “servono modifiche fisiche” e che da settimane stanno lavorando per proteggere gli impianti dei clienti. Dopo l’attacco francese un ricercatore aveva fatto notare che molti controller giravano ancora con la password di fabbrica.

Cosa cambia per chi legge in Italia

Al 3 novembre 2026 non risultano negozi colpiti in Italia. Ma la lezione vale anche per casa tua: un controller di refrigerazione è un dispositivo connesso come una presa smart o una telecamera, e cade per gli stessi motivi. Se hai dispositivi collegati a internet, le tre cose da fare sono:

  1. Cambiare la password di fabbrica di ogni dispositivo e dell’app che lo controlla, come spieghiamo nella guida alla configurazione di SwitchBot e in quella sulle ciabatte Wi-Fi.
  2. Aggiornare il firmware quando l’app lo propone: gli attacchi di Francia e Belgio hanno usato falle già corrette.
  3. Non esporre il pannello di controllo su internet e tenere i dispositivi smart su una rete separata, per esempio quella ospiti del router.

È il terzo grande attacco in poche settimane dopo quello a Binance da 6,3 miliardi e la violazione dei dati Sony. Se la tua preoccupazione è la privacy in rete, la nostra guida alle VPN spiega quando serve davvero.

Fonte: post di @BNODesk su X, Euronews e Irish Examiner per l’attacco francese.