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Power bank e ricarica

Sharge X3 da 300 W smontato: com’è fatto il power bank trasparente

Il canale cinese 离火测拆, specializzato in smontaggi di caricatori, ha aperto lo Sharge X3, il power bank da 300 W con la scocca trasparente che fuori dalla Cina si vende come Shargeek 300. Dentro ci sono sei celle 21700, due schede elettroniche tenute insieme da un telaio in alluminio fresato e un circuito fatto quasi solo di chip cinesi. Ecco cosa ha trovato e cosa significa per chi pensa di comprarlo.

Cos’è lo Sharge X3

È un power bank pensato per caricare due portatili e un telefono insieme. Secondo la scheda ufficiale di Sharge:

CaratteristicaSharge X3 / Shargeek 300
Potenza totale300 W (140 W + 140 W + 20 W su tre dispositivi)
Porte2 USB-C PD 3.1 da 140 W, 1 USB-A, 1 uscita DC regolabile 5-28 V
Capacità24.000 mAh, 88,8 Wh
Schermodisplay a colori con potenza, temperatura e stato della batteria
Scoccaalluminio con finestra trasparente e luci RGB personalizzabili
Prezzo199 dollari sul sito internazionale di Sharge (al 7 novembre 2026)

Il modello era partito su Kickstarter a febbraio 2026 a 149 dollari per i primi sostenitori, con consegne da maggio. In Cina il canale lo colloca nella fascia “da mille yuan”, cioè intorno ai 120 euro.

Il power bank Sharge X3 ancora chiuso, con lo schermo dietro la finestra trasparente

Le celle: 6 da 21700 per 88,8 Wh

Le batterie sono sei celle cilindriche 21700 di Ampace (新能安), un’azienda di Xiamen nata nel 2021, serie JP40: 4.000 mAh e 14,8 Wh ciascuna, collegate in serie. Il totale è 88,8 Wh, sotto il limite di 100 Wh che permette di portarlo nel bagaglio a mano senza chiedere il permesso alla compagnia (le regole sui power bank in aereo restano quelle della singola compagnia).

Collegare sei celle in serie alza la tensione del pacco: a parità di potenza scorre meno corrente, e quindi le celle scaldano meno quando il power bank eroga 300 W.

Le sei celle 21700 Ampace JP40 tolte dal telaio

La protezione della batteria è affidata a un chip di monitoraggio Sinowealth SH367306Q, a un microcontrollore CMS8S6990 di Cmsemicon, a sei MOSFET ET6470T, a due resistenze per misurare la corrente, a una sonda di temperatura e, come ultima difesa, a un fusibile da 25 A.

Due schede e un telaio in alluminio

All’interno l’elettronica è divisa su due schede sovrapposte, fissate da un supporto in alluminio lavorato a CNC che serve anche a dissipare il calore. Guscio, supporto e tappi di chiusura sono tutti in alluminio.

Il sistema ha due “cervelli” separati: un microcontrollore per la batteria e uno principale (Cmsemicon CMS8S699U) per il resto, isolati tra loro da un optoisolatore. Lo schermo a colori ha un suo microcontrollore dedicato e una memoria flash da 128 Mbit per grafiche e animazioni.

La scheda di controllo con il microcontrollore principale e i condensatori

La parte di potenza usa due controller bidirezionali Southchip SC8815, uno per ciascuna USB-C da 140 W, con otto MOSFET e due induttori toroidali; la porta USB-A ha un convertitore separato. Secondo il video, praticamente tutto il circuito principale è fatto con componenti di aziende cinesi.

Cosa è emerso dai test

Prima dello smontaggio lo stesso canale aveva provato il power bank. Nel video riassume così i risultati:

  • le due uscite ad alta potenza reggono 200 W continui senza problemi;
  • il ripple (il “rumore” sulla tensione) è buono sulle USB-C, mentre su USB-A e sull’uscita DC a 28 V le oscillazioni sono più evidenti;
  • la compatibilità con le ricariche rapide dei telefoni non è completa: non tutti i protocolli proprietari partono al massimo;
  • si può usare mentre si ricarica (carica passante), ma non fa da UPS: se manca la corrente in ingresso, i dispositivi collegati possono staccarsi;
  • nell’uso prolungato ad alta potenza interviene il limite termico.

Anche il cavo incluso è stato aperto: ha superato tre prove di trazione oltre i 30 kg grazie alle fibre di Kevlar in ogni filo, ma non ha schermatura; è un cavo passivo con un chip eMarker.

Per chi ha senso

Il giudizio del canale è che l’hardware giustifica un prezzo alto, ma compatibilità e dettagli vanno ancora rifiniti. Se ti serve caricare un portatile potente lontano dalla presa, lo Sharge X3 è uno dei pochi modelli da 300 W che restano sotto i 100 Wh. Se invece devi ricaricare solo telefono e tablet, un modello più piccolo costa molto meno: la nostra guida all’acquisto dei power bank spiega come scegliere capacità e potenza, e c’è anche lo smontaggio del power bank Xiaomi da 55 W per un confronto tra due approcci molto diversi. Per la ricarica senza fili, vedi la guida alla ricarica wireless.

Fonte: video di 离火测拆 su Bilibili (anche le foto nel testo); specifiche dalla pagina ufficiale di Sharge.