Il nuovo power bank Xiaomi da 10.000 mAh con cavo USB-C retrattile e 55 W di potenza è il primo della casa pensato per il nuovo standard cinese sulle batterie portatili, e il canale ChargerLAB (充电头网) lo ha smontato su Bilibili. Dentro ci sono tre celle a sacchetto in serie, un controller “tutto in uno” e, sorpresa, un piccolo computer RISC-V che manda i dati della batteria a una pagina web quando lo colleghi al PC. Costa 299 yuan, circa 36 euro al cambio, e per ora si vende solo in Cina.

Com’è fatto fuori
Il modello è l’NPB10552: 10.000 mAh per 38,32 Wh, sotto la soglia per salire in aereo, in tre colori (titanio, viola iris e grigio scuro). Il video misura 90×50×41 millimetri e 253 grammi (Xiaomi dichiara 260), con un pannello frontale lucido che nasconde uno schermo a colori: carica residua, potenza in tempo reale, temperatura, stato di salute della batteria e numero di cicli. Il cavo USB-C retrattile è lungo 71 centimetri e si affianca a una seconda USB-C e a una USB-A sul lato corto, per tre dispositivi insieme.
Sulle USB-C ci sono PD 3.2 e PPS, sulla USB-A Quick Charge: il canale ha misurato 43 W su un iPhone 17 Pro Max e 51 W su uno Xiaomi 15 Pro. I 55 W di targa valgono con un solo dispositivo collegato, dal cavo o dalla porta USB-C; la USB-A si ferma a 22,5 W. Secondo Xiaomi, un iPhone 17 Pro passa da 0 al 64% in mezz’ora.
Cosa c’è dentro
Il coperchio frontale è incollato e si apre facendo leva. Sotto ci sono la scheda principale in alto e, in basso, il modulo del cavo retrattile avvitato al guscio, con fogli di gommapiuma a fare da ammortizzatore. Lo schermo è collegato alla scheda con un cavo piatto. Il pacco batteria sta in un telaio di plastica nera: sopra, in corrispondenza della scheda, c’è un pad termico blu; sul fianco una piccola scheda di protezione a sé, collegata alle celle con saldature a laser.

Le celle sono tre, a sacchetto, impilate e collegate in serie: 3,87 V e 3.300 mAh ciascuna, 12,78 Wh, per i 38,32 Wh totali. La scelta a tre celle in serie, invece delle due o quattro più comuni, serve a far lavorare il convertitore vicino alle tensioni di uscita da 15-20 V dei 55 W senza sprechi. Il cervello è un controller tre in uno Southchip SC2016AD, un progetto che il canale definisce “a basso costo per un livello di integrazione alto”: gestisce carica, scarica e protocolli. Il convertitore buck-boost usa quattro MOSFET a ponte H e un induttore da 4,7 µH; ogni uscita ha il suo MOSFET di commutazione, e un chip di protezione separato vigila sulle celle.

Le due cose meno scontate sono lo schermo e la pagina web. Il display è pilotato da un Chipsea CST92F41, che in realtà è un SoC Bluetooth LE a basso consumo riciclato come driver; la lettura dei dati via PC passa invece da un microcontrollore WCH CH32X035 con core RISC-V, che fa da ponte verso il browser: colleghi il power bank al computer e vedi carica, temperatura e tensione senza app.
Cosa cambia per chi legge in Italia
Niente, per ora: il prodotto è in vendita solo sul sito cinese di Xiaomi a 299 yuan, e i power bank Xiaomi che trovi in Italia sono i modelli precedenti. Vale però come anteprima di quello che arriverà: il nuovo standard cinese GB 47372-2026, obbligatorio dal 2026, impone prove come la perforazione con un ago e l’esposizione ad alte temperature, e i produttori stanno rifacendo tutta la gamma per rispettarlo. Se devi comprare un power bank oggi, nella guida all’acquisto dei power bank trovi come leggere Wh, potenza e protocolli, e nell’articolo sulla ricarica wireless la differenza con i modelli magnetici come l’HINOVO MB1 per iPhone.
Il teardown è l’ultimo di una serie che il canale dedica all’hardware cinese: nelle scorse settimane abbiamo raccontato l’Honor WIN2 con due ventole e il Red Magic 12 Pro+ smontato.
Fonte: video di 充电头网 su Bilibili (anche le foto nel testo), pagina ufficiale Xiaomi e Notebookcheck.




