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Francia: tassa di 5,5 centesimi al gigabyte su Netflix e YouTube

Il 30 ottobre l’Assemblea nazionale francese ha approvato, per 11 voti a 10, un emendamento al bilancio 2027 che tassa 0,055 euro ogni gigabyte di dati che Netflix, YouTube, Meta, Amazon e gli altri grandi fornitori di contenuti inviano agli abbonati in Francia. Il post di @BullTheoryio che l’ha fatto girare ha superato 1,1 milioni di visualizzazioni e 5.400 like al 1 novembre; quello di @levelsio, che lo mette in fila con l’idea tedesca di tassare l’intelligenza artificiale, ha fatto 2,1 milioni di visualizzazioni. Prima di immaginare Netflix più caro, però, vale la pena guardare i numeri veri: la tassa non è legge, e per l’Italia non cambia nulla.

Cosa dice l’emendamento

L’emendamento I-1358 al progetto di legge finanziaria n. 3210 è stato presentato il 9 ottobre dal deputato socialista Laurent Lhardit con 68 firmatari ed è passato in prima lettura contro il parere del governo e del relatore generale Philippe Juvin, con 14 astenuti su 35 presenti. In sintesi:

  • 0,055 euro per gigabyte inviato agli abbonati francesi dai fornitori di contenuti, con un tetto del 15% del fatturato francese o del 2% di quello mondiale;
  • nel mirino Google, Meta, Amazon, Netflix e Akamai, che da soli valgono metà del traffico misurato dall’autorità francese Arcep (circa 200 miliardi di GB l’anno in totale);
  • a misurare i volumi sarebbero gli operatori internet, sotto il controllo di Arcep e del fisco;
  • gettito stimato dai proponenti: 10 miliardi di euro l’anno. Il ministro David Amiel ha replicato che circa 5 miliardi ricadrebbero su fornitori più piccoli, anche francesi; Juvin che le piattaforme scaricherebbero il costo sugli inserzionisti.

Non è una legge: il bilancio deve finire l’esame all’Assemblea (che è in ritardo: un terzo degli emendamenti ha richiesto 50 ore di seduta), poi passa al Senato, e la tassa avrebbe comunque bisogno di un decreto attuativo. La stessa proposta era stata bocciata in commissione finanze tre settimane prima. Le probabilità che arrivi intatta a fine percorso sono basse.

Quanto peserebbe su film, giochi e aggiornamenti

I calcoli virali sotto il post (28 euro per l’integrale di Game of Thrones in 4K, 1,10 euro per un aggiornamento iOS) sono fatti dagli utenti, non dalla legge, ma l’ordine di grandezza è quello. Il sito francese Clubic ha fatto i conti sui giochi: 5,50 euro di tassa per un download da 100 GB, 11 euro per uno da 200 GB, cioè un titolo come GTA 6, che su PS5 pesa 210 GB. Un’ora di streaming in 4K vale 7 GB circa, cioè 38 centesimi; una serie da dieci episodi in 4K, 3-4 euro. Chi pagherebbe davvero dipende dalle piattaforme: un rincaro degli abbonamenti in Francia è possibile ma non automatico, mentre per i servizi gratuiti come YouTube e Facebook il costo finirebbe sulla pubblicità.

Cosa cambia per chi è in Italia

Niente, per ora. La tassa colpirebbe solo i gigabyte consegnati ad abbonati francesi, e i listini di Netflix, Disney+ e YouTube Premium sono già diversi da paese a paese. L’Italia ha la sua imposta sui servizi digitali dal 2020 (il 3% sui ricavi delle grandi piattaforme), che però non guarda ai dati trasmessi. Il precedente conta comunque: in Germania il ministro del digitale Karsten Wildberger ha proposto a metà ottobre di tassare i “risultati economici” dell’intelligenza artificiale, senza aliquote né tempi, e Google ha già cambiato le regole sugli annunci in Europa sotto la pressione delle norme UE. Se la Francia dovesse davvero approvare una tassa sul traffico, le piattaforme avrebbero un motivo in più per ritoccare i prezzi in tutta l’Unione, come è successo con il dazio di 3 euro sui pacchi dalla Cina.

Il consiglio è di non fare nulla: nessun abbonamento cambia prezzo nelle prossime settimane. Se il bilancio francese dovesse confermare la tassa a dicembre, torneremo sui numeri reali; nel frattempo il quadro delle vendite di smartphone in calo nel terzo trimestre spiega perché i governi europei cercano soldi nel digitale.

Fonti: il post di Bull Theory su X, il post di Pieter Levels e la ricostruzione del voto di PPC Land.