SicurezzaMinori.org è un canale Telegram divulgativo che parla di sicurezza in internet per bambini e adolescenti. Si rivolge soprattutto a genitori, insegnanti ed educatori che vogliono capire cosa succede nelle chat, sui social e nei videogiochi frequentati dai più giovani. Ha circa 175 iscritti ed è collegato a un sito con lo stesso nome.
Di cosa parla
Il filo conduttore è il rapporto tra minori e tecnologia. La presentazione del canale lo definisce divulgativo, e i post lo confermano: si parla di dipendenza da social, di salute mentale degli adolescenti, di chat in cui i ragazzi possono incontrare adulti malintenzionati o ambienti violenti, e dell’opportunità di usare con cautela alcune app. In un messaggio la voce del canale ribadisce una posizione netta, secondo cui Telegram non sarebbe un’app adatta ai minori. È una linea editoriale dichiarata, quindi chi legge sa da subito con quale sguardo viene presentato il materiale.
Cosa pubblica
Il canale è soprattutto visivo: nel campione recente prevalgono i video, seguiti da immagini e da pochi link. Gli articoli condivisi arrivano da testate nazionali e locali, per esempio una cronaca sul ricovero record di adolescenti con problemi psicologici in un ospedale pediatrico toscano e un pezzo sul patteggiamento di Meta negli Stati Uniti nel processo sulla dipendenza da social. C’è anche il rimando a un podcast che racconta un’inchiesta sulle chat dove i ragazzi verrebbero addestrati alla violenza. Qualche post è commentato con poche parole personali, come un video su ciò che seguono i ragazzi di oggi, più vicino a uno sfogo che a un servizio giornalistico.
Ritmo e attività
Il canale pubblica circa due contenuti a settimana, anche se con pause di qualche settimana, come tra fine agosto e metà settembre. Il campione copre circa due mesi e l’ultimo post è dell’8 ottobre 2026. Le visualizzazioni medie sono intorno a 90, con punte di oltre 140 per le immagini di agosto, un livello in linea con il numero di iscritti.
A chi è consigliato
- A genitori che vogliono restare informati sui rischi del web per i figli.
- A insegnanti ed educatori in cerca di spunti da portare in classe.
- A chi segue il dibattito su social, minori e regolamentazione delle piattaforme.
I contenuti sono di sensibilizzazione e non sostituiscono la consulenza di professionisti. Per situazioni di rischio concreto conviene rivolgersi a chi se ne occupa direttamente, ad esempio agli sportelli di aiuto o alle forze dell’ordine.





