DeepWeb è uno dei canali italiani storici dedicati alla sicurezza informatica: nato nel 2017 con l’idea di raccontare la parte meno visibile della rete, oggi è diventato soprattutto un notiziario di cybersecurity, privacy e nuove minacce digitali. Con quasi 56 mila iscritti si rivolge a chi vuole capire cosa succede dietro le notizie sugli attacchi informatici, senza bisogno di essere un tecnico.
Di cosa parla
Il taglio è quello della divulgazione: ogni post prende un episodio recente e lo spiega in poche righe, con il contesto necessario. I temi ricorrenti sono le vulnerabilità nei software di grande diffusione, i furti di dati che coinvolgono aziende e servizi usati ogni giorno, le campagne di phishing e smishing che imitano enti pubblici, le operazioni delle forze dell’ordine contro gruppi criminali e il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale, sia come strumento per gli attaccanti sia come bersaglio. Ogni tanto spunta anche un tuffo nella storia dell’informatica, come il racconto del celebre worm che nel 2000 si diffuse via email.
Cosa pubblica
I messaggi sono articoli compatti, di norma introdotti da un’emoji e da un titolo con il nome del caso. Tra gli ultimi, per esempio, la falla in un sistema operativo per apparati di rete che permetteva di ottenere i massimi privilegi, un’emergenza su una piattaforma gestionale aziendale con punteggio di gravità al massimo, un caso di ingegneria sociale che ha portato un servizio finanziario a consegnare dati di centinaia di clienti, e una falsa copia di un videogioco molto atteso usata per diffondere malware. Non mancano i temi di attualità italiana, dai messaggi truffa che sfruttano il nome dell’INPS alle indagini della Polizia Postale. Quasi tutti i post nascono da fonti tecniche e istituzionali e riportano numeri, versioni e date; il testo è sempre in italiano, ben scritto, con una breve riflessione finale sulle conseguenze pratiche.
È un canale di solo testo: nel campione analizzato non ci sono video o file, e di rado compaiono immagini. Non ci sono post inoltrati da altre fonti.
Ritmo e attività
Il ritmo è tranquillo: poco più di un post a settimana, con l’ultimo aggiornamento del 24 settembre 2026 e qualche pausa di giorni o settimane tra un messaggio e l’altro. In compenso l’attenzione è alta: ogni post raccoglie in media circa 18 mila visualizzazioni, con punte oltre le 28 mila quando il tema tocca da vicino gli utenti. Il canale è legato a un gruppo di discussione e a un bot per i contatti, indicati nella presentazione.
A chi è consigliato
- Chi usa ogni giorno email, home banking e social e vuole riconoscere le truffe più recenti.
- Appassionati di sicurezza informatica che cercano un aggiornamento sintetico in italiano.
- Studenti e professionisti IT che vogliono tenere d’occhio le vulnerabilità più discusse.
- Chi si interessa all’impatto dell’intelligenza artificiale sulla sicurezza.
Va tenuto presente che i post descrivono attacchi e falle a scopo informativo: se vuoi proteggerti davvero, serve poi applicare gli aggiornamenti e le buone pratiche indicate dai produttori e dagli enti di settore.





