Il canale Telegram del CICAP è la vetrina social del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, l’associazione che da anni promuove lo spirito critico e il metodo scientifico nel dibattito pubblico. Il canale è verificato, conta oltre 5 mila iscritti ed è pensato per chi vuole distinguere con più sicurezza una notizia solida da una bufala ben confezionata.
Di cosa parla
Al centro ci sono le pseudoscienze, la disinformazione e il modo in cui si valutano le affermazioni straordinarie, con uno sguardo che tocca salute, scienza, media e società. Nei post recenti compaiono per esempio un articolo sull’esitazione vaccinale e sul fatto che sia davvero solo un problema di informazione, un approfondimento sulla paura e la superstizione nel Piemonte dell’Ottocento, un incontro sulla prevenzione dell’HPV e una puntata del podcast dedicata ai terremoti con due esperti di sismologia.
Cosa pubblica
La formula più riconoscibile è il riepilogo periodico, introdotto con un titolo scherzoso, che raccoglie in un solo messaggio gli ultimi articoli, le novità e gli eventi in arrivo. Accanto a questo ci sono le uscite di Radio CICAP, il podcast del comitato, le segnalazioni stampa che citano l’associazione e le immagini di accompagnamento. Tra le novità recenti c’è la piattaforma gratuita di e-learning SciLit, nata da una collaborazione europea nel programma Erasmus+, per imparare a riconoscere le notizie scientifiche affidabili. Ricorrono poi i promemoria sul 5 per mille, che è una richiesta di sostegno all’associazione e va letta come tale: si tratta di un invito, non di un obbligo. Tra gli eventi spiccano il CICAP Fest a Padova dal 6 all’8 novembre e il CICAP Fest Edu, una settimana di appuntamenti online per scuole e docenti.
Ritmo e attività
Il ritmo è moderato: circa cinque post a settimana, ultimo il 19 ottobre 2026. I messaggi raccolgono in media quasi 700 visualizzazioni, con punte vicine alle mille per i riepiloghi più ricchi. Sono presenti per lo più immagini e testi brevi, con pochi link esterni.
A chi è consigliato
A chi ama la divulgazione scientifica, a insegnanti e studenti che vogliono materiali sull’educazione al pensiero critico, a chi si imbatte spesso in notizie dubbie e vorrebbe imparare a verificarle, e agli appassionati di podcast e festival culturali.





